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Rinite allergica
16/06/2021

Buongiorno Dottor Karligkiotis, come prima cosa, per addentrarci nell’argomento, le chiedo: che cos’è la rinite allergica?

La rinite allergica è una reazione infiammatoria della mucosa nasale scatenata dal contatto con allergeni inalatori che si trovano dispersi sia nell’ambiente esterno sia in quello domestico. I più comuni allergeni che determinano questo tipo di manifestazioni sono rappresentati dai pollini, peli di animali, acari della polvere o muffe. Il polline e l’acaro della polvere rappresentano sicuramente gli allergeni maggiormente coinvolti nella rinite allergica che colpisce circa il 10-40% della popolazione generale.

 

Questa allergia insorge, nella maggior parte dei casi, nei i primi 6 anni di vita o in età adolescenziale, sebbene possa presentarsi in qualsiasi fascia d’età. Può avere un andamento stagionale, qualora sia associata prevalentemente a pollini, oppure perenne, se dovuta, ad esempio, agli acari della polvere, presenti nell’arco di tutto l’anno. Spesso si tratta di un disturbo molto invalidante ed è importante evidenziare se i fastidi ad essa correlati si manifestano durante tutto l’anno, oppure se ha un andamento tipicamente stagionale che coincide con il periodo di maggior esposizione agli allergeni verso i quali il soggetto è sensibilizzato.

 

La rinite allergica assomiglia ad un raffreddore, ma è differenziata dal fatto che è causata da una risposta eccessiva del sistema immunitario, e avente quindi una presentazione tipica: la sintomatologia è scatenata dall’esposizione all’allergene, pertanto, si avrà una comparsa rapida dopo il contatto con l’agente scatenante ed una altrettanto rapida risoluzione dopo la cessazione del contatto, o l’assunzione della terapia adeguata.

 

 

 

Cause:

Ogni fenomeno allergico si verifica in soggetti con un profilo immunitario predisposto a produrre una risposta immunitaria esagerata nei confronti di allergeni, particelle di origine ambientale o animale altrimenti innocue. Affinché possa emergere una manifestazione allergica è indispensabile che due prerequisiti fondamentali siano soddisfatti: la predisposizione immunitaria e l’esposizione all’allergene.

 

Il primo di questi prerequisiti è geneticamente determinato, tant’è che molto spesso i soggetti allergici riferiscono di avere familiari con gli stessi disturbi.

 

L’altra condizione indispensabile è, logicamente, il contatto con l’allergene verso il quale l’individuo risulta sensibilizzato. È possibile dunque essere soggetti predisposti senza mai sviluppare alcuna manifestazione allergica se non si entrerà mai in contatto con l’allergene capace di scatenare la reazione allergica.

 

Una persona che soffre di allergia può sperimentare durante la fioritura disturbi lievi (rinite e sindrome orale allergica), ma a volte decisamente più gravi (orticaria, disturbi respiratori o altri disturbi sistemici), in seguito all'ingestione di particolari alimenti di origine vegetale. Il fenomeno si verifica perché questi alimenti contengono proteine simili a quelle presenti nei pollini o negli acari della polvere le quali, una volta ingerite, vengono riconosciute dal sistema immunitario innescando così la reazione allergica (reazione crociata). Queste proteine sono in genere denaturate con la cottura o rapidamente distrutte a livello gastrico e la reazione si esaurisce velocemente.

 

Vi sono dei casi, tuttavia, in cui gli allergeni non vengono distrutti e sono assorbiti dal sangue per cui si possono manifestare sintomi più gravi quali orticaria, disturbi respiratori o altri disturbi generalizzati. Anche l’inquinamento ambientale può favorire l’insorgenza di rinite allergica.

 

 

 

Sintomi:

La rinite allergica assomiglia molto ad un banale raffreddore, ma si differenzia da quest’ultimo per il fatto che è differente il meccanismo infiammatorio che la scatena. Infatti la rinite allergica, come tutte le manifestazioni allergiche, è prodotta da un rilascio di istamina conseguente all’incontro con l’allergene, ed è proprio questa che è responsabile di tutti i sintomi tipici della rinite allergica, quali:

 

  • Prurito al naso;
  • Prurito agli occhi;
  • Starnuti frequenti e ravvicinati;
  • Naso chiuso;
  • Secrezioni nasali limpide ed acquose;
  • Lacrimazione;
  • Peggioramento del controllo dell’asma;
  • Difficoltà o disturbi del sonno.

 

 

 

Diagnosi:

Il momento diagnostico parte dall’inquadramento clinico mediante una approfondita raccolta dei sintomi riferiti dal paziente: la ricerca delle manifestazioni tipiche della patologia attraverso domande mirate e l’accertamento del loro andamento stagionale orientano verso la diagnosi. Inoltre un’accurata visita ambulatoriale che prevede l’esplorazione delle cavità nasali mediante strumenti ottici, la cosiddetta fibroscopia nasale, permette la visualizzazione diretta dei distretti non accessibili con la sola visita non strumentale.

 

Questo è un momento fondamentale della visita perché è in grado di evidenziare degli aspetti caratteristici indotti dall’allergia quali il rigonfiamento della mucosa nasale che si presenta di aspetto pallido associata alla presenza di abbondanti secrezioni acquose.

 

L’endoscopia nasale è un esame fondamentale anche per identificare o escludere la frequente presenza insieme alla rinite allergica, di polipi nasali e/o di sinusite che necessitano un diverso inquadramento clinico e un diverso trattamento medico che spesso richiede un intervento chirurgico associato.

 

Una volta posto il sospetto di rinite allergica, è necessario procedere alle prove allergiche per ottenere una diagnosi. Questa si può conseguire attraverso:

  • Skin Prick Test: test cutanei indolori, di facile e rapida esecuzione ambulatoriale, che consentono l’individuazione delle principali allergie ai comuni inalanti, che sono anche le più frequenti. Questi test dimostrano la reazione allergica sulla cute volare dell’avambraccio indotta dall’inoculazione di un allergene e sono eseguibili anche ai bambini. Il test si eseguono applicando una goccia di allergene sulla cute dell’avambraccio e pungendo leggermente la cute con un’apposita lancetta. Si aspetta circa 15-20 minuti e se il test è positivo, comparirà sulla pelle un arrossamento con un piccolo rigonfiamento pruriginoso (simile a una puntura di zanzara), nel punto in cui è stato applicato l’allergene. L’esito del test viene consegnato al paziente a fine esame.
  • Rast Test: esame laboratoristico che quantifica la concentrazione nel sangue degli anticorpi di prodotti verso un determinato allergene. Questi test non sono sempre necessari, ma possono essere utili in pazienti con importanti manifestazioni cutanee allergiche.

 

Entrambi i test possono essere eseguiti valutando un gruppo standard di allergeni che più frequentemente risulta implicato nella rinite allergica, ma in linea di massima è possibile effettuare l’indagine verso un qualsiasi allergene: in questo caso ad orientarci su quale valutare saranno le informazioni fornite dalla stagionalità dell’allergia, eventuali contatti con animali e dalle caratteristiche degli ambienti domiciliari e lavorativi.

 

 

 

Quali sono le cure?

Come già riportato, l’allergia è determinata da una predisposizione genetica e dal contatto con l’allergene. In quanto la prima condizione risulta immodificabile, l’unico fattore su cui possiamo intervenire è il contatto con l’allergene che deve essere evitato il più possibile per prevenire l’insorgenza dei sintomi. Qualora l’allontanamento dell’allergene fosse difficoltoso o impossibile, i sintomi possono essere mantenuti sotto controllo attraverso una terapia medica che si avvale dell’utilizzo di:

  • Spray nasali antinfiammatori a base cortisonica e/o antistaminica (che migliorano la respirazione nasale);
  • Lavaggi nasali con soluzione salina, capaci di detergere le mucose nasali e lavare via gli eventuali allergeni che si sono depositati su di essa eliminando così lo stimolo che scatena l’allergia;
  • Farmaci immunomodulanti orali (con azione sulla cascata infiammatoria);
  • Antistaminici orali (per alleviare i sintomi generalizzati come prurito, starnuto e lacrimazione);

 

Tra le terapie più recenti ritroviamo la terapia desensibilizzante o immunoterapia, talvolta erroneamente definita come vaccino. Questa prevede la somministrazione di particolari preparati farmacologici contenenti l’allergene capaci di modificare il tipo di risposta con cui il sistema immunitario reagisce nei confronti dell’allergene stesso passando da una forma di tipo allergico ad una di tipo non allergico. Questa terapia innovativa è disponibile per gli allergeni più comuni, tuttavia i suoi risultati possono essere parziali e richiede un lungo periodo di trattamento.

 

 

 

Dottore, è possibile prevenire la rinite allergica?

Purtroppo, la rinite allergica, essendo una patologia su base immunitaria, non è prevenibile, si può solo cercare di tenere sotto controllo con i farmaci più adeguati.

 

È utile per chi è allergico, ed ha manifestato fenomeni di reattività crociata, conoscere le relazioni tra piante e alimenti vegetali. La raccomandazione principale rimane quella di evitare di consumare gli alimenti responsabili dei sintomi durante il periodo di pollinazione. Tramite una precisa diagnosi si può individuare l’agente scatenante e di conseguenza cercare di evitare il contatto con il fattore scatenante, e qualora questo non fosse possibile, ci si potrà aiutare dalla terapia farmacologica mirata su ogni singolo paziente.

 

 


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Dr. A. Karligkiotis

Laurea in Medicina e Chirurgia Università degli Studi dell'Insubria di Varese

Specializzazione in Otorinolaringoiatria Scuola di Specializzazione in Otorinolaringoiatria dell'Università degli Studi di Sassari

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